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Attributo “nofollow”, “sponsored” e “UGC”: cosa cambia per Google

By 11 Settembre 2019 No Comments
Attributo nofollow: cosa cambia per Google

Google ha annunciato che l’attributo di collegamento nofollow (ovvero rel = “nofollow”) sarà visto, a partire da Marzo 2020, solo come un “suggerimento” piuttosto che come una direttiva importante ai fini del posizionamento.

 

Google, a tal proposito, ha voluto aggiungere due nuovi attributi per fornire più contesto al contenuto a cui ti stai collegando, affermando che è ora che questi attributi subiscano una “evoluzione”.

 

Sono stati quindi implementati nuovi attributi per i contenuti sponsorizzati e i contenuti generati dagli utenti (UGC).

 

I tre nuovi attributi funzioneranno nei seguenti modi:

 

  1. rel = “sponsored: il nuovo attributo sponsorizzato può essere utilizzato per identificare collegamenti sul tuo sito che sono stati creati come parte di annunci pubblicitari, sponsorizzazioni o altri accordi di compensazione.
  2. rel = “ugc”: il valore dell’attributo ugc è consigliato per i collegamenti all’interno di contenuti generati dall’utente, come commenti e post di forum.
  3. rel = “nofollow: viene usato per linkare verso quei siti a cui non si conosce la qualità oppure verso tutti quei siti a cui non si vuole passare juice, “valore”

 

Perché questa novità?

Big G ha dichiarato che sta apportando questa modifica perché con tutti i link nofollow che ci sono in giro per il web, il motore di ricerca non sta attribuendo il giusto valore alle pagine linkate, ad esempio, pensa a tutti quei link nofollow che provengono da Wikipedia e che potrebbero portare del valore alle tue pagine e migliorarne il posizionamento.

 

Questo cambiamento lo ha fatto anche per contrastare la SEO Black Hat (con Black Hat SEO intendiamo una serie di tecniche scorrette di ottimizzazione SEO per raggirare i motori di ricerca. Fino a qualche anno fa molti SEO Specialist si avvalevano di queste tecniche per posizionare anche siti di spam o di scarsa qualità.) e la link building.

 

Per quest’ultimo, tutte le concessionarie di link che offrono appunto scambio di contenuti dovranno adattarsi sin da subito.

 

“I link contengono informazioni preziose che possono aiutarci a migliorare la ricerca, ad esempio il modo in cui le parole all’interno dei link descrivono i contenuti a cui puntano”, ha affermato Google. “Analizzare tutti i collegamenti può aiutarci a capire meglio i modelli di collegamento innaturali. Passando a un modello di “suggerimento”, non perdiamo più queste informazioni importanti, pur consentendo ai proprietari dei siti web di indicare quali link non dovrebbero essere considerati “.

 

I risultati della ricerca cambieranno?

Google ha detto che non prevede cambiamenti significativi nei risultati di ricerca quindi non è necessario modificare tutti i collegamenti nofollow utilizzati fino ad ora.

 

“Non è assolutamente necessario modificare i collegamenti nofollow che già possiedi”

 

Google ci suggerisce che è anche possibile utilizzare una combinazione di uno o più attributi in un singolo tag di collegamento.

 

Puoi inserire in un singolo link, rel = “ugc sponsored” o rel = “nofollow ugc”.

 

Il primo, ad esempio,  suggerirebbe a Google che il link proviene da contenuti generati dagli utenti ed è un sponsorizzato.

 

Conclusione

L’attributo nofollow per quasi 15 anni è stato un punto fermo nel settore SEO e ora sta cambiando per la prima volta in grande stile.

 

Leggi direttamente l’annuncio di Google inerenti a questi cambiamenti epocali 🙂

 

Luca Pioggiosi

Author Luca Pioggiosi

Passo più tempo online che con gli amici. Forse esagero o forse è semplicemente ciò che amo fare. Da 10 anni ormai mi occupo di comunicare alle aziende e ai professionisti, quanto sia importante oggi avere una presenza e un'identità ben precisa online. Nell'animo sono effettivamente un pò nerd!

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